venerdì 23 aprile 2010

Capitolo primo: Dimenticare

Cambiare la propria vita con un clic. Pensava sarebbe stato facile, invece tutto restò come l’aveva lasciato, con una piccola differenza: era solo adesso.
Era comodo nuotare, assaporare tiepide boccate di bolle di sapone al largo dei più abbronzati grattacieli dell’america del nord. Ma i sogni, si sa, sono troppo facili.
Era un sognatore, questo lo sapeva bene e le cose non sarebbero cambiate facilmente.
Mentire a se stessi è la cosa peggiore che un uomo possa fare, lo dicono i più stimati professori della onorata storia della filosofia occidentale.
Se sei un irrefrenabile generatore di immagini imbarazzanti e non un dottore, se sei un triste fischiettatore di poesie meravigliosamente inutili e non un reporter di guerra, se sei uno scanzonato parolaio inalatore di sostanze tossiche e non un commercialista devi fare presto ad abituarti all’idea.
Questione di punti di vista, sforzarsi, andare contro se stessi, violentare il proprio animo, sopprimere i pensieri che sono i più genuini, adeguarsi al gregge…cosa c’è di più allettante?

Il fastidio che aveva sempre provato nei riguardi della classe degli artisti e allo stesso tempo quell’incontenibile senso di appartenenza erano state la sua condanna.
Doppia, tripla e quadrupla personalità perché no? Dove sta scritto che non si può, dove che è sbagliato?
E dove diavolo è finito il Rock and Roll??